Ecosostenibilità: un must da non dimenticare

Trasformare un allevamento intensivo in un’azienda agricola all’insegna dell’ecosostenibilità; riorganizzare (e gradualmente dismettere) la produzione di latte bovino per ottenere un prodotto più idoneo alle esigenze del consumatore, ma soprattutto agli animali coinvolti; creare delle fattorie didattiche per insegnare ai bambini un corretto e sano rapporto con l’ambiente e, non da ultimo, organizzare un “centro di formazione per migranti” per l’insegnamento delle migliori pratiche agricole in sintonia con l’ambiente….Tutto questo e anche di più può diventare una realtà se l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale di Roma riuscirà a realizzare e a portare a termine i suoi progetti. Spiega Edgar Meyer, responsabile della delega al benessere animale di Roma Capitale: “Con l’assessore Pinuccia Montanari dell’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale ed il presidente della Commissione Ambiente del Comune Daniele Diaco stiamo appunto portando avanti delle iniziative di questo tipo. Il primo progetto prevede la riconversione di aziende zootecniche in aziende agricole bio. Ci si dimenticherà, in questo modo, dell’allevamento intensivo per entrare in un concetto più ampio e più ecologico della salute sia umana che animale”.

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Quando l’ecosostenibilità fa rima con ambiente

Salvaguardare l’ambiente, creando nel contempo posti di lavoro qualificato e fornendo all’utilizzatore finale prodotti qualitativamente superiori, dovrebbe essere uno degli obiettivi primari dell’allevamento animale e delle moderne tecniche agricole imprenditoriali. Tutte cose che, purtroppo, spesso di perdono di vista per incuria, disinformazione, poca conoscenza delle risorse naturali, ecc. Ed è proprio su situazioni di questo genere che Montanari e il suo staff si sta muovendo a Roma. Continua Meyer: “In questo momento il primo obiettivo dell’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale è quello di conformare le attività relative alla gestione di due aziende agrarie: Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere. Ambedue le aziende, gestite da Roma Capitale, sono attualmente in perdita”. Cosa ci si propone di fare? Innanzitutto valorizzare le aziende agricole, promuovendo attività diversificate e tutte orientate all’ecosostenibilità. “Vorremmo intraprendere – prosegue Edgar Meyer – attività formative (fattorie didattiche per esempio), sociali  (campi scuola, attività per anziani, orti urbani, ecc), e attività legate al turismo archeologico con laboratori di ricerca e di studio”. Ma uno degli aspetti più importanti dei progetti sta nell’implementazione della tutela del benessere degli animali presenti nelle aziende con una graduale dismissione dell’allevamento a fini produttivi a favore di una trasformazione in fattorie didattiche. “Ci sono in previsione anche – delucida Meyer – tirocini per università, promozione di un museo storico sulla memoria contadina e implementazione di attività agronomiche volte al recupero di varietà culturali tipiche dell’agro romano”. Non solo. Si cercherà di far tornare a vivere un uliveto attualmente abbandonato, e si porterà avanti un progetto di produzione di energia pulita. Senza dimenticare quello che è lo sbocco classico della produzione agricola nel nostro paese: la vendita dei prodotti attraverso il ripristino del punto vendita aziendale e l’apertura di altri punti vendita nella Capitale.

Un progetto concreto

I progetti relativi alle due aziende agricole non sono soltanto un sogno,  ma stanno iniziando a muovere i primi passi concreti. Esiste, infatti, un protocollo d’intesa tra il Comune di Roma e l’Ente di Microcredito proprio per riuscire a realizzare delle iniziative  relative  a un’agricoltura “sociale”. “Sono fiducioso – conclude Edgar Meyer – che si possa presto iniziare a lavorare concretamente. Per un’agricoltura più sostenibile, certo, ma anche per portare avanti una cultura legata all’ambiente che troppo spesso è dimenticata o osteggiata”. E nell’Italia delle eccellenze, questo è uno degli obiettivi fondamentali e più ambiti.

 

 

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