Valeria Necchio: quando la passione diventa professione

valeria-necchio-la-passione-diventa-professioneLa prima ospite di questa nuova rubrica, dedicata all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, fucina di talenti e professionisti di successo, è Valeria Necchio. Facciamoci raccontare da lei la sua esperienza

 

Dopo la fine della laurea triennale in mediazione linguistica, volevo proseguire gli studi orientandomi verso una specialistica o un master incentrati su quella che, nel frattempo, era diventata la mia passione, ovvero l’enogastronomia. Ho cercato online scuole che offrissero programmi di questo tipo, e ho scoperto l’Università di Scienze Gastronomiche. Il master in cultura e comunicazione del cibo, in inglese, all’interno di un piccolo gruppo internazionale, mi ha allettata da subito. Ho fatto la domanda di ammissione, ed è andata bene!

 

Mi è piaciuto moltissimo il confronto con studenti di nazionalità diverse, con i quali si è instaurato un intenso scambio sia di aneddoti sul cibo e sulle tradizioni culinarie dei vari paesi d’origine, e sia di ricette e piatti tipici, spesso assaggiati nel corso di serate a tema organizzate dagli stessi studenti. A livello accademico, ho apprezzato l’approccio multidisciplinare e la formazione ad ampio raggio, che dall’analisi sensoriale andava al marketing, e dalle tecnologie produttive alla semiotica del cibo. Infine, i viaggi studio in varie regioni italiane e europee ci ha dato la possibilità di toccare con mano alcuni dei temi che avevamo affrontato in classe, e di scoprire realtà produttive tipiche di alcuni territori in modo più diretto e, per me, memorabile

 

Da allora, ho sempre lavorato nel settore, svolgendo vari lavori, ma non tornando mai più sui miei passi. La formazione ricevuta, che affronta il tema del cibo in maniera olistica, prendendo in considerazione il territorio, la biodiversità, le tradizioni, ed infine la ristorazione e la comunicazione, mi ha fornito una visione ampia e meno segmentata dell’argomento, e mi ha fornito la flessibilità mentale necessaria per poter utilizzare queste conoscenze in ambiti e ruoli diversi.

 

Dopo alcune esperienze nella comunicazione e nel marketing a Londra, ho deciso di iniziare un’avventura come scrittrice e fotografa freelance. Ora mi occupo della creazione di contenuti web ed editoriali di stampo culinario ma anche relativo ai viaggi e al lifestyle. Poi, collaboro con aziende per la promozione dei loro prodotti, creando testi, immagini e strategie di comunicazione ad hoc. E, infine, scrivo libri. Il mio primo libro, un ricettario che è anche un po’ un memoir, è uscito l’anno scorso (in lingua inglese) e si intitola Veneto. (per saperne di più, https://valerianecchio.com/veneto-cookbook)

Cosa vorrei nel mio futuro?

Mi piacerebbe scrivere altri libri, ricettari ma non solo –– libri dove il cibo è parte integrante della narrazione, ma non l’unica. E poi, mi piacerebbe lavorare a più campagne di comunicazione, soprattutto per aziende il cui ethos e la cui visione si sovrappone alla mia, e che abbiano voglia di raccontarsi in modo diverso, attraverso parole ed immagini che vadano al di là della promozione del singolo prodotto e prendano in considerazione valori e messaggi più articolati e di più ampio respiro.

Se congilierei Unisg?

Certamente. E’ un’esperienza unica nel suo genere, sicuramente indimenticabile, e, per me, molto utile ad indirizzarmi in questo settore. E poi si entra a far parte di una rete di persone che condividono aspirazioni, zeitgeist e passioni, il che non è cosa da poco. Se potessi, rifarei tutto domani.

 

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