Eugenio Signoroni: la passione per il cibo è diventata il mio lavoro

Continuano le interviste agli ex-allievi dell’Unisg.

E’ il turno di Eugenio Signoroni, oggi curatore delle Guide Osterie d’Italia e Birre d’Italia presso Slow Food Editore e coordinatore della redazione che le produce.

 

Come è venuto a conoscenza dell’esistenza di Unisg?

Ho conosciuto l’Unisg qualche anno prima che aprisse. Un amico ristoratore con il quale ogni tanto mi divertivo a collaborare, mi raccontò che in Piemonte, Slow Food stava pensando di aprire una scuola che faceva al caso mio: ero appassionato di cibo, nella mia testa avrei voluto fare il cuoco, ma Vittorio (Fusari, ai tempi cuoco del ristorante Il Volto di Iseo oggi al Balzer di Bergamo) mi suggerì di prendere una via diversa. Aveva ragione lui.

 

Che cosa le è piaciuto dell’esperienza universitaria? Che valori le ha trasmesso?

L’università di Scienze Gastronomiche è una delle cose più belle che mi sia capitata nella vita. Credo che tra i principali valori che Pollenzo trasmette e che li si vivono ci sia l’apertura, la condivisione, l’ottimismo, la speranza che cambiare il mondo è possibile e l’idea che farlo scommettendo sulle differenze sia la giusta strada da percorrere.

 

In che modo gli studi presso Unisg le sono serviti per la sua attività lavorativa?

L’Unisg mi ha abituato a pensare che dietro ogni prodotto alimentare si nascondono moltissime storie da scoprire e che la stessa storia può essere guardata da una molteplicità di punti di vista diversi e tutti hanno la stessa importanza e la stessa dignità. Occupandomi oggi soprattutto di raccontare e valutare luoghi gastronomici e prodotti questo modo di guardare il mondo continua ad accompagnarmi. Oltre a questo l’Unisg mi ha fornito moltissime nozioni che spesso tornano nella mia attività e mi ha permesso di vedere con i miei occhi tantissime realtà diverse.

 

Ci racconti qualcosa della sua azienda e del ruolo che ricopre

Lavoro dal 2010 da Slow Food Editore, la casa editrice di Slow Food. Nata alla fine degli anni 80 oggi Slow Food Editore è una dei principali editori gastronomici. Nel catalogo di questa piccola azienda ci sono alcuni dei libri più importanti per capire cosa sia oggi il mondo del cibo. Il mio ruolo è quello di curatore delle guide Osterie d’Italia e Birre d’Italia. La prima è oggi la guida di ristoranti più venduta in Italia, raccontiamo una piccola ma fondamentale porzione di mondo gastronomico e ci troviamo a riflettere costantemente su cosa sia l’osteria oggi, dove stia andando e quale possa essere il suo futuro. La guida birre, invece, è ancora oggi un unicum nella scena italiana: ogni due anni raccontiamo l’universo birrario italiano – artigianale e non – e ne abbiamo seguito la crescita degli ultimi anni. Oltre a dirigere i lavori di queste due importanti guide mi occupo di coordinare la redazione che le produce e di redigere contenuti a tema gastronomico e birrario.

 

Quali sono le sue aspirazioni o cosa vorrebbe migliorare nella sua condizione lavorativa attuale?

Difficile da dire. Vorrei però certamente trovare il modo di arrivare a un nuovo modo di fare comunicazione gastronomica sfruttando tutti quelli che sono gli strumenti attualmente disponibili e dando al modello delle osterie tutta l’attenzione che meritano.

 

Consiglierebbe  Unisg a un suo coetaneo?

Assolutamente si. L’Unisg, per chiunque abbia la passione per il cibo e ciò che esso rappresenta, è una tappa fondamentale e unica.

 

 

 

signoroni

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