La Granda: un esempio di qualità

“La Granda” è un’associazione di allevatori nata nel 1996, i quali con l’aiuto e la regia del dott. Capaldo, hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità. Quasi tutti i produttori provengono dal Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese e dall’ insegnamento del suo fondatore, il dott. Francesco Delfino. Qui, all’interno del Consorzio, hanno cercato e raccolto gli stimoli necessari per tentare di dar forma ad un nuovo progetto, capitanato in prima persona proprio da loro stessi. Consapevoli delle molteplici differenziazioni che il mercato è andato via via assumendo, i componenti de La Granda si sono rivolti ad un diverso modello di consumatore che ormai, da qualche anno, é diventato una realtà commerciale tutt’altro che trascurabile.

 

Partendo da uno standard produttivo già elevato, gli allevatori della razza bovina Piemontese, hanno cercato di coagulare nel progetto “La Granda” le esperienze trascorse all interno del Consorzio: una nuova idea di produzione attenta alla materia prima, alla salubrità ma anche al gusto stesso della carne, un attento disciplinare, una diversa sensibilità verso le problematiche legate al benessere animale e, soprattutto, la voglia di compiere un grande salto di qualità all’interno del mondo zootecnico-alimentare bisognoso di diversificazioni.

 

Lontani dal patetico tentativo di intralciare il cammino e di competere con la grande distribuzione, gli allevatori de La Granda hanno voluto rivolgersi ad una fetta di mercato più attenta, quella che aveva l’esigenza di conoscere l’identità non solo di razza ma anche di modello produttivo della carne, prodotto indistinto da sempre. In parole povere, conoscere la provenienza ma, soprattutto, il tipo di alimentazione dell’animale.Il successo dell’ultimo anno ha premiato le scelte dell’associazione, segno tangibile che “l’altro” consumatore esiste e che in generale anche per la carne si è disposti, come già per il vino e i formaggi, a documentarsi un po’ di più. Una ventina di allevatori non rappresenta certo l’intero mondo della Piemontese, ma una sua differenziazione’ sì.

 

Per la prima volta è stata “La Granda” a mettere dei paletti: la carne c’è, il prezzo è il risultato di un accordo con i macellai e i consumatori: entrambi disposti a spendere un po’ di più per avere un prodotto di alta qualità. Al di fuori’ delle tutele istituzionali, “La Granda” ha voluto riscoprire e rivalorizzare, sia nel momento della commercializzazione che in quello delle relazioni esterne, il ruolo dell’allevatore-produttore. Lui solo, padrone del suo prodotto, è in grado di andare alla ricerca di un diverso tipo di consumatore, di presentarsi, confrontarsi con altre realtà produttive. Anche con chi, a causa degli ultimi fatti di cronaca, nutre legittime diffidenze verso il prodotto carne, per dare finalmente volto ad un mondo produttivo che sino ad oggi ha penalizzato consumatori e produttori, premiando unicamente l’anello intermedio della catena.

La Granda è un’idea di Sergio Capaldo, veterinario buiatra per quasi 20 anni e responsabile zootecnico di Slow Food.

 

La Granda è la valorizzazione di un ceppo autoctono precedentemente sottovalutato: la Razza Bovina Piemontese, Presidio Slow Food.

 

La Granda è “conservare innovandosi”: un intervento responsabile sul territorio che tutela e incentiva la tradizione, servendosi di tecnologie e studi in continuo rinnovamento.

 

La Granda è un percorso di crescita collettiva che arricchisce l’intera filiera: dalle radici dell’alimentazione al prodotto finale, passando per la professionalità degli allevatori e la tranquillità degli animali, l’azienda è sempre alla ricerca della giusta armonia.

 

La Granda è “cultura dell’alimentazione”: un’agricoltura e una zootecnia non solo sostenibili, ma soprattutto intelligenti.

 

La Granda è la valorizzazione del ruolo dell’allevatore, che in questo contesto impara anche ad essere un buon agricoltore. Solo attraverso l’approfondita conoscenza del terreno, infatti, ha la possibilità di migliorare e perfezionare il suo lavoro giorno per giorno.

 

La Granda è un modello replicabile e adattabile a molteplici situazioni e settori agricoli, poche linee-guida chiare e precise consigliabili a chiunque voglia intraprendere un percorso di qualità.

img-la-granda-e

LE RIVOLUZIONI DE LA GRANDA

Nel campo zootecnico, La Granda è l’unica realtà al mondo che garantisce un guadagno continuativo all’allevatore, grazie all’istituzione del prezzo fisso concordato. Piccole e grandi produzioni vengono retribuite allo stesso modo, a patto che lavorino onestamente e in maniera corretta.

 

La linea vacca-vitello significa che si ingrassano gli animali che nascono in azienda. La Granda ha voluto far vendere il prodotto finito da chi l’ha seguito dall’inizio, come avviene nel mondo del vino. Ecco come La Granda tutela la qualità dei suoi prodotti.

Benessere Ambientale
La Granda impartisce linee guida nell’alimentazione degli animali e nella concimazione naturale dei terreni e crede nei batteri amici, essenziali per la biodiversità, la fertilità del suolo e la qualità dei foraggi. L’equilibrio del terreno è possibile anche grazie alle micorrize, un’associazione simbiotica tra la pianta e un fungo buono, che arricchisce e naturalizza il terreno, migliorando via via la struttura del suolo e rendendolo così molto più adatto alla coltivazione di vegetali per l’alimentazione animale ed umana. La pianta grazie ai batteri buoni è più forte verso le malattie ed i parassiti.

 

Benessere Animale
Gli allevamenti de La Granda prediligono la linea vacca-vitello. I vitelli vengono allattati dalla madre per circa 4-6 mesi dopo la nascita, rispettando così i ritmi della natura. Dopo lo svezzamento, come precauzione atta a preservare la salute dell’animale, la Granda non utilizza insilati, soia, bicarbonato e tamponanti, antibiotici, sulfamidici e cortisonici. L’allevamento e l’alimentazione sono fortemente correlati, per questo per far crescere in modo corretto gli animali, e conseguentemente fornire una carne di qualità superiore, occorre rispettare una serie di regole: gli animali sono quello che mangiano!

 

Benessere Umano
L’allevatore è una figura centrale nella filiera della carne. Negli anni, l’andamento altalenante del mercato ha fatto sì che in molti abbandonassero l’attività. Per ridare lustro a quest’arte quasi dimenticata, La Granda ne ha rivoluzionato le regole: pagando la carne con un prezzo fisso e andando così ad incrementare la retribuzione dell’allevatore. La politica de La Granda prevede che in ogni istante della produzione sia possibile “tracciare” il prodotto: la trasparenza delle origini dell’animale – dove e come è stato allevato – è importante per spiegare al consumatore la natura e la provenienza del suo cibo.la granda

Potrebbero interessarti anche...