La scatola rossa del krumiro italiano

3-confezioni-x-400g-krumiri-rossiBasta aprire una di quelle preziose scatole di latta rossa per capire che non stai per mangiare dei biscotti, ma un pezzo di storia. I krumiri Rossi-Portinaro di Casale. Oltre che di storia si potrebbe parlare addirittura di leggenda, infatti, secondo la ricostruzione ufficiale i krumiri sarebbero stati immaginati e inventati da Domenico Rossi, nel 1878, durante una serata trascorsa al caffè della Concordia bevendo con gli amici un liquore che si chiamava per l’appunto krumiro. A fine serata il Rossi rincasò e si mise a impastare biscotti, forse per addolcire la bocca adusa a tabacchi e amare bevande. La forma attuale si dice venne dopo – quella inconfondibile “piega ad angolo” come ricorda il foglietto celebrativo allegato alla scatola – e forse volle essere un omaggio ai baffi del re sabaudo Vittorio Emanuele II, morto proprio in quell’anno.

Oggi l’azienda, dopo oltre un secolo di storia, viene gestita da Anna Portinaro, figlia dei Commendatori Romolo e Dorotea Portinaro che per primi diffusero il prodotto in tutta la penisola.  Abbiamo deciso di farci raccontare dalla sua viva voce alcuni aneddoti.

Se dici Krumiri pensi subito a Casale e alla Rossi & Portinaro. Cosa si prova ad essere depositari di 136 anni di storia?

Ci si sente depositari di una grossa responsabilità. Non si vuole deludere il cliente abituato al sapore e alla genuinità del prodotto e al tempo stesso non si vogliono tradire i valori della propria famiglia, che ha portato avanti questa realtà con tanta serietà e sacrificio. E difenderli dagli attacchi della concorrenza che da più fronti cerca di imitarli. I krumiri non appartengono a me, sono io che appartengo a loro. Il mio compito è quello di portare avanti nel migliore dei modi l’attività iniziata dai miei genitori, sono come un traghettatore, dai miei genitori ai miei figli.

Qual è il suo più bel ricordo legato ad un Krumiro? Se fosse un aggettivo quale sarebbe?

Per me il krumiro non è uno, ma sono tanti. Così come i ricordi legati ad una vita. Sono emozioni, affetti, lavoro. Sono la gioia che vedi negli occhi di un bambino quando assaggia per la prima volta un krumiro o negli occhi di un anziano, quando il suo profumo e il suo sapore rievoca ricordi assopiti. I krumiri fanno parte della mia vita, è un tutt’uno con essa. Come se fosse una parte del mio corpo.

Se dovessi pensarli come un aggettivo questo sarebbe sicuramente:  dolcissimo. Non inteso nel senso letterale della parola, ma dolcezza come sensazione legata al calore e alla tenerezza di un caldo abbraccio.

Da qualche anno ormai producete anche i Krumiri Kosher certificati dal tribunale rabbinico. Quando e come nasce il rapporto con la comunità ebraica?

Il rapporto nasce dall’amicizia che da anni lega la mia famiglia con quella di Dario Carmi. La nascita dei krumiri koscher si deve a Elio Carmi, figlio di Dario, che volle far ottenere la certificazione, in occasione della prima edizione del  “y oy oy festival”, organizzato nel 2006 a Casale. Ogni anno viene il rabbino in negozio e controlla la documentazione; i krumiri sono considerati un prodotto latteo e come tale devono seguire le regole ebraiche (separazione tra carne e latte,uova non impollinate etc.).

Il vostro prodotto è immediatamente riconoscibile per la sua inconfondibile scatola di latta. Un contenitore che, una volta terminati i “baffi del Re”,  trova nuova vita nelle case dei clienti oggi come ieri. Una scatola che per molti è il rifugio di piccoli e grandi affetti. Se mi posso permettere, cosa c’è nella sua scatola?

Sembra una banalità, ma le dico vecchie fotografie di famiglia. Fotografie di quattro generazioni.

Per omaggiare questa dolce storia riportiamo l’ode che si trova all’interno “della latta” e che religiosamente prepara chi si appresta ad addentarli:

 

 

Inno ai krumiri

Ai dolci gustosi

Krumiri eleganti

Dei bimbi golosi

S’allietan i canti

Del Rossi la gloria

Il nome immortal

Ricordi la storia

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