Zucchero, una dolcezza a cui fare attenzione

La dottoressa Maria Rosa Di Fazio è medico oncologo, responsabile del Servizio di Oncologia Integrata del Centro medico internazionale SH Health Service di San Marino. È inoltre visiting professor al master di oncologia integrata dell’Università di Catania, dove insegna “Alimentazione del paziente oncologico”, e a quello di ossigeno-ozonoterapia di Tor Vergataa, dove insegna ozonoterapia applicata all’Oncologia. In un’epoca come quella attuale, abbiamo pensato di chiederle di collaborare con la nostra testata per temi e approfondimenti che possano aiutare a conoscere il nostro organismo e i meccanismi che lo riguardano. E per poter vivere in tutta salute e benessere.

La parola all’esperta sullo zucchero

Spesso mi chiedono: dottoressa, cosa possiamo fare per i nostri bambini, che nell’arco di una giornata mangiano molti cibi dolci?
Peccato che questa sia una domanda viziosa, per non dire di peggio. La risposta infatti è semplice ed è una sola: smettetela di dare loro simili malsane porcherie.

Aggiungo che queste porcherie non sono soltanto “molte”, ma sono maledettamente troppe. Siamo alla follia alimentare. Chi si inventa questi prodotti – e li impone sul mercato con milionarie e martellanti pubblicità – sa infatti perfettamente bene che cosa ci dice la ricerca medico-scientifica: lo zucchero agisce a livello cerebrale come una “droga”, creando dipendenza. Non c’è nessuna differenza rispetto agli effetti che possono dare il fumo, l’alcol o la cocaina. Studi di laboratorio sulle cavie hanno dimostrato come la dipendenza da zucchero possa essere fino a 9 volte più potente di quella da cocaina.

La triste verità è che così stiamo creando generazioni di bambini, di giovani e un domani di adulti letteralmente dipendenti dagli zuccheri. Perché chi più mangia roba dolce più ne vorrebbe mangiare. E chi produce questi sedicenti “cibi” lo sa bene.
Se pensate che il contenuto di zucchero di una nota crema spalmabile made in Italy è il 56,8% – è scritto in etichetta – capite bene perché parlo di follia alimentare. Purtroppo, sento anche tanti adulti dirmi: “Non me la tolga, quella crema, dottoressa, perché per me è un antidepressivo”.
Un antidepressivo? Ecco spiegato ciò che dicevo. Capite cosa intendo quando parlo di dipendenza “indotta” a livello cerebrale? Ci sono riusciti in pieno!

Peccato che troppe mamme non leggano le etichette e non si rendano conto di che cosa stanno dando ogni giorno ai loro bambini, anche fosse solo un cucchiaio, magari spalmato su due fette biscottate già dolci per conto loro e fatte con pessime farine e malsani grassi saturi. Poi quelle mamme fanno anche di peggio, mandandoli a scuola dopo aver messo nei loro zainetti una o due merendine altrettanto iper-zuccherate, un brick di succo di frutta o un vasetto di stucchevole tè confezionato. O peggio ancora una bibita. Sempre e comunque il trionfo glicemico, innescando così a ogni boccone e sorso picchi di insulina. Insulina che – da oncologa lo voglio e lo devo ricordare – è anche un pericoloso fattore di crescita cellulare.

Così, questi poveri piccoli vengono su “mal-nutriti”, nel senso di nutriti “troppo e male”.  E senza cambiare mai, mangiando sempre le medesime cose, che è uno degli errori più gravi e pericolosi, perché ci ammaliamo per prima cosa di monotonia alimentare. Per questo lo grido forte: sono davvero stanca, oltre che rabbiosa, di dover visitare con sempre maggiore frequenza bambini con tassi di glicemia da adulti e con steatosi epatiche all’ultimo stadio. O, ancora peggio, bambini già senza capelli perché in chemioterapia per tumore.

I consigli preziosi

A chi, giunto a questo punto, alzasse le spalle seccato, ai dipendenti da zucchero, a quelli che mi implorano “dottoressa mi tolga tutto, ma non la mia crema alla nocciola” posso dare alcune informazioni utili.
1) Lo zucchero raffinato è un “non alimento”, ha un pH bassissimo di 2,1, non apporta né proteine né grassi, né vitamine, né minerali. Nulla: solo carboidrati che picchiano su fegato e pancreas.
2)Dopo le 14 il metabolismo inizia a rallentare fino ad addormentarsi insieme a noi di notte. Vale per gli adulti fermi otto ore alla scrivania di un ufficio, ma vale anche per i bambini seduti a scuola e poi a casa al computer. E lo zucchero non metabolizzato che fa? Si deposita nel fegato sotto forma di grasso, scatenando una delle più pericolose “epidemie” della moderna e ipernutrita società occidentale: la steatosi epatica non alcolica, patologia in forte aumento anche tra i più piccoli.
3) Visito troppo spesso bambini in sovrappeso, se non obesi, perché tirati su quotidianamente a merendine, biscotti, creme spalmabili e bibite. Bambini con la steatosi al massimo livello, quella in cui il fegato presenta le “aree di risparmio”; che non sono nulla di buono, come lascerebbe pensare il nome, perché sono veri e propri “buchi” che si aprono nel tessuto epatico, mettendo in pericolo la funzionalità di un organo vitale. Perché se il fegato si “sfalda” e non funziona, non ci si ammala, ma si muore!
4) Per spiegare quali altri danni possa provocare lo zucchero, nel 2017 l’associazione dei cardiologi americani, la American Heart Association, ha lanciato il suo allarme: “Via lo zucchero aggiunto dalla dieta dei bambini”. Il che significa, in base alle loro linee guida, ESCLUSIONE TOTALE dello zucchero aggiunto dalla alimentazione dei bambini da zero a due anni.
5) Chi è invece nella fascia d’età compresa tra 2 e 18 anni non dovrebbe mangiare e/o bere più di sei cucchiaini di zuccheri al giorno, ovvero 25 grammi, quantità massima quotidiana raccomandata comunque per tutti anche dallo IARC, che è l’istituto internazionale di ricerca sul cancro dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
6) Una ricerca europea del 2015 –  Idefics -ci dice invece che i bambini italiani tra i 2 e i 9 anni mangiano addirittura 87 grammi di zuccheri aggiunti al giorno; meno della media continentale di 97 grammi, ma pur sempre una mostruosità. NOTA: ci sono biscotti farciti con la succitata crema made in Italy che contengono 4,8 grammi di zucchero ciascuno: bastano cioè solo cinque di quei biscotti per portarci già oltre la soglia di sicurezza preventiva indicata dallo IARC.

7) Un’infinità di studi dimostra come l’abuso di zuccheri in età infantile aumenti inoltre il rischio di sviluppare negli anni problemi cardiaci e di ipertensione.
8) Altra verità scientifica per i genitori: l’adulto sano di domani lo si costruisce nei primissimi anni di vita.
9) Poi c’è il rischio obesità, dato che il peso in eccesso è un danno al cuore e agli arti inferiori.
10) Lo zucchero aumenta nei bambini anche la possibilità di ammalarsi di diabete di tipo 2, perché mangiando quotidianamente le suddette porcherie possono sviluppare insulino-resistenza, che è appunto l’anticamera del diabete di tipo 2.
11) La ricerca dell’American Heart Association mette in allerta le mamme, ancor più in generale, nei confronti di tutti i cibi processati di tipo industriale, compresi i cereali per la prima colazione che nascondono enormi quantità di zuccheri aggiunti, soprattutto del peggiore, lo sciroppo di glucosio-fruttosio.
12) Ma il peggio sono le bibite zuccherate, inclusi i tè pronti. Le linee guida dei cardiologi Usa ci dicono infatti che ai bambini non può essere concesso di berne – NELL’ARCO DI UNA INTERA SETTIMANA, NON DI UN GIORNO! – più di 300 millilitri. Il che significa meno di una lattina alla settimana!
13) Il dolce zucchero è in assoluto, per paradosso, l’alimento che ci acidifica di più il tessuto connettivo (la nostra “materia prima”), quello in cui ristagna quell’80% circa di liquidi di cui siamo fatti. E l’acidificazione crea infiammazione cronica di basso grado (Low Grade Inflammation) che è la Madre di tutte le patologie, da quelle autoimmuni fino ad arrivare a quelle oncologiche. Senza ambiente infiammato i tumori non si sviluppano.
14) Da oncologa, infine, voglio ricordare come lo zucchero sia indispensabile alle cellule tumorali per crescere e moltiplicarsi. Non a caso ne divorano 20/30 volte di più rispetto alle cellule sane. Controprova: per fare la PET, che a oggi è il solo esame in grado di dirci con sicurezza assoluta se siamo oppure no in presenza di un tumore, viene infuso in vena come mezzo di contrasto uno zucchero radiomarcato che si diffonde in tutto l’organismo. E dove sullo schermo si accendono lampi luminosi di un determinato colore, significa che purtroppo lì c’è un tumore che sta banchettando con il suo cibo preferito.

Per maggior informazioni:
Sconfiggere il male – 100 domande e risposte
Il cibo che cura, il cibo che ammala

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