Una pianta magica per un benessere totale

GynostemmaIl nome è impronunciabile: gynostemma pentapyllum. Per gli amici più familiarmente…gin pent. L’origine altrettanto remota: arriva dall’Estremo Oriente e d’italiano ha proprio poco. Ma, a dispetto del nome e della nascita orientaleggiante, il gin pent, pianta esotica dalle valenze importanti, è italianissima. E rappresenta “un’eccellenza”  fra le più importanti. Ci sono voluti dieci anni di tentativi al vivaista Giovanni Ambrogio per far crescere e produrre il gin pent in Italia. Dieci anni densi di fatiche, di speranze, di illusioni e, finalmente, di certezze. Perché l’esotico gin pent, trapiantato nella lombarda Brescia, è pianta ricca di enormi aspettative nonché certezze. E’ utile per i malati di artrosi, e per chi soffre di glicemia alta e colesterolo fuori controllo; è felicemente usata per chi ha problemi di ansia e di stress da superlavoro; è una panacea per chi soffre di pressione alta, di astenia e di facile affaticabilità. Sembra perfetta per gli ipertesi. Insomma, è una pianta portentosa che, sotto forma di integratore, costituisce un’interessante offerta di benessere di tutti. Sperimentata e consigliata da medici e nutrizionisti, la magica pianticella è ora un brevetto tutto italiano che ha ottenuto l’autorizzazione dalla Comunità Europea alla produzione di capsule, compresse, creme e lozioni per un benessere completo e, soprattutto, naturale al cento per cento.

AMBROGIO DOCET
Il gin pent è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee. Lo steso ceppo delle zucche, per intenderci, e che cresce spontaneamente in Giappone, Corea, Cina e Malesia. In Italia si è adattata perfettamente la clima salubre di Leno, nel bresciano,  per opera del “contadinaccio” (come lui stesso ama definirsi) Ambrogio, vivaista dall’occhio lungo e dalle grandi capacità professionali. E’ suo il diritto allo sfruttamento della magica piantina fino al 2026 con tanto di brevetto.  Un brevetto reso possibile dal fatto che la pianta contiene 50 sostanze attive e ognuna di loro è in grado di dare uno specifico e importante apporto al benessere dell’organismo umano.

STUDI E SPERIMENTAZIONI
Sul gin pent ci sono stati protocolli scientifici e la letteratura medica è abbondante. I suoi vari utilizzi e le sue caratteristiche sono ben note. Non è l’acqua di Lourdes, ma siamo vicini. Chi ha provato l’integratore ne è entusiasta, anche se – come la farmacopea insegna – c’è anche un venti per cento di riottosi che resistono alle potenzialità della pianticella e, in una parola, non se ne fanno niente. Ma la storia va avanti, e il solerte Ambrogio nel suo vivaio di Leno continua a portare avanti le virtù e le speranze di questa piantina orientale che, in terra italiana, sta diventando una piccola grande gemma dell’italico ingegno.

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